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	<title>Click Shop Blog &#187; e-commerce</title>
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	<description>Consigli ed idee sul web markenting, web design, seo ed altro.</description>
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		<title>Marchio e-commerce europeo</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 20:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[e-commerce]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; nato il nuovo  marchio di fiducia europeo con l&#8217;obiettivo di rassicurare tutti gli utenti Europei  circa &#8220;l&#8217;affidabilità e la qualità dei prodotti  immessi su  mercati e-commerce. È quanto recentemente  proposto da un gruppo di eurodeputati, in modo da alimentare la fiducia nell&#8217;e-commerce in ambito europeo.
Un  marchio chiaro e trasparente, che venga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; nato il nuovo  marchio di fiducia europeo con l&#8217;obiettivo di rassicurare tutti gli utenti Europei  circa &#8220;l&#8217;affidabilità e la qualità dei prodotti  immessi su  mercati e-commerce. È quanto recentemente  proposto da un gruppo di eurodeputati, in modo da <strong>alimentare la fiducia nell&#8217;e-commerce in ambito europeo</strong>.</p>
<p>Un  marchio chiaro e trasparente, che venga gestito e soprattutto  controllato dalla Commissione. Il consumatore dovrebbe infatti  riconoscere dati fondamentali per il suo livello di fiducia. Tra questi,  <strong>l&#8217;identità del fornitore, l&#8217;indirizzo geografico, i dati di contatto e il codice fiscale</strong>.</p>
<p>&#8220;Internet è il canale più veloce di crescita della vendita al dettaglio &#8211; si può leggere in <a rel="nofollow" href="http://www.europarl.europa.eu/news/public/focus_page/008-81949-253-09-37-901-20100910FCS81938-10-09-2010-2010/default_p001c009_it.htm" target="_blank">un comunicato stampa</a> emesso dalle autorità europee &#8211; ma solo un consumatore su tre  prenderebbe in considerazione l&#8217;acquisto online di prodotti provenienti  da un altro paese&#8221;. Le nuove proposte degli eurodeputati dovrebbero  proprio cercare di <strong>sbloccare il potenziale di crescita del commercio elettronico in Europa</strong>.</p>
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		<title>L&#8217;ecommerce cresce del 21% in barba alla crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 09:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[e-commerce]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un recente studio del Politecnico di Milano il commercio elettronico in  tempi di crisi globale cresce di oltre il 20%,  infatti anche nel 2008 si segnala una crescita del 21%  delle vendite generate dai siti di commercio elettronico in Italia che si assestano sui 6 miliardi di euro.
L’incidenza sul totale delle vendite al consumo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un recente studio del Politecnico di Milano il <strong>commercio elettronico in </strong> tempi di crisi globale <strong>cresce di oltre il 20%</strong>,  infatti anche nel 2008 si segnala una crescita del 21%  delle vendite generate dai siti di commercio elettronico in Italia che si assestano sui <strong>6 miliardi di euro</strong>.</p>
<p>L’incidenza sul totale delle vendite al consumo <strong>è di poco superiore all’1%</strong>. Poco se confrontata con quella media europea (attorno al 7%) o di alcuni paesi come USA e UK (oltre il 10%).<br />
Ma ci sono dei segnali importanti  che sembrano preludere ad un  forte sviluppo dell’e-commerce anche in Italia:</p>
<p>GLI UTENTI: vi è una crescita nella dimestichezza all’utilizzo della rete nel processo di acquisto. In particolar modo sono <strong>molto usati i motori ricerca</strong> (95% degli utenti web), i portali specialistici (come Ebay) ed i siti di comparazione prezzi tipo <a href="http://www.kelkoo.it/" target="_blank">Kellkoo</a> (45%). In tempi di ristrettezze diventa fondamentale la ricerca delle migliori condizioni di acquisto.</p>
<p>LE AZIENDE:  il web può rappresentare per molte aziende – soprattutto PMI –  un nuovo <strong>canale di vendita accessibile per raggiungere nuovi mercati</strong>, in Italia ma soprattutto all’estero. Ci sono molte piccole-medie aziende, soprattutto del made-in-Italy che hanno ottimi prodotti ma non hanno distributori o negozi propri. <a title="Sito Ecommerce" href="http://www.click-shop.it/design/ecommerce.htm" target="_blank">Realizzare un sito  ecommerce </a>e promuoverlo online ha dei costi oggi accessibili.</p>
<p>In Italia vi è ancora ritrosia da parte delle aziende  ad investire in un canale alternativo come l’e-commerce: a volte c’è la paura di cannibalizzare la distribuzione tradizionale, a volte mancano risorse e competenze.</p>
<p>Il rischio della cannibalizzazione tra canali è certamente inferiore ai vantaggi provenienti dalla possibilità di raggiungere il consumatore nei vari momenti della sua vita. <strong>Il commercio elettronico va pensato in modo integrato</strong>. Il consumatore, infatti, a seconda del momento della giornata e del luogo in cui si trova può scegliere canali differenti. Ma la possibilità di fidelizzarlo al proprio brand in ognuno di questi è un vantaggio competitivo che in Italia pochissimi hanno colto fino ad oggi.</p>
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