Vendere auto usate sul web è questo il progetto Fiat che adotta nuove strategie di mercato in un mondo che vive sempre più sul web.
Considerando questo, l’iniziativa potrà comunque concretizzarsi solo nei prossimi mesi. “Il web è diventato un canale molto diffuso e quindi Fiat sta portando avanti anche questo progetto, che non è comunque ancora attivo”. Lo affermano ad alcune agenzie di stampa, fonti del settore automotive: “Non usare questa possibilità sarebbe una limitazione del raggio d’azione del gruppo”.
Anche diego dalla palma realizza la nuova versione del proprio sito arricchita dal servizio di e-commerce . Una nuova veste grafica con un maggior uso del colore e delle immagini, e una nuova rassegna di contenuti, riorganizzati e suddivisi in un menù più schematico e razionale, fanno da contorno alla boutique virtuale che da oggi rende disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette, l’intera gamma di prodotti di maquillage e trattamento viso e corpo della nota marca cosmetica made in Italy. Oltre all’e-commerce la nuova vetrina online firmata diego dalla palma comprende una sezione istituzionale relativa alla comunicazione dell’azienda, della sua filosofia e dei suoi obiettivi, ed uno spazio dedicato ai make up artist diego dalla palma. Punti forti dello spazio web restano poi il servizio di consulenza personalizzata, l’elenco nazionale dei punti vendita del marchio ed il link alla community Facebook.
L’E-commerce cresce in Italia: ci si serve sempre più dei siti Internet per fare acquisti, godendo della possibilità di poter comprare online tutto ciò che si desidera, prodotti di ogni genere, e magari anche a prezzi decisamente più competitivi rispetto a quelli dei negozi.
Proprio la crescita e lo sviluppo del web nello shopping ha portato numerosi consumatori a pretendere che i negozi online siano più interattivi e offrano un maggior numero di informazioni mirate. A rivelarlo è una nuova ricerca IBM condotta su 32.000 utenti di shopping online.
Di questi, il 75% vorrebbe dettagli e informazioni via mobile e la possibilità di conoscere i rivenditori più vicini per acquistare i prodotti, il 68% vuole conoscere la disponibilità dei prodotti mentre il 79% vorrebbe stampare i coupon visualizzati nelle pagine Web.
Ciò che, inoltre, viene evidenziata è la necessità di poter verificare anche sul web prezzi e sconti e ordinare prodotti eventualmente al momento non disponibili ed inoltre cresce sempre più la necessità di una connessione via cellulare tramite cui i clienti potrebbero conoscere i negozi più vicini e controllare se i prodotti desiderati sono disponibili in modo da poterli acquistare.
Ciò che, dunque, emerge è il dovere fondamentale di affinare le misure tecnologiche di cui poter usufruire per spingere i consumatori ad una maggiore spesa, anche più facilitata per quanto riguarda le possibilità di gestione di uno shopping online.
Un maggiore impegno nell’affinamento delle tecnologie a disposizione significherebbe una crescita sia per quanto riguarda il volume economico di ricavo di eventuali spese, sia una sempre più alta domanda, se il servizio è efficiente e risponde ad ogni richiesta ed esigenza.
L’ecommerce si riconferma quindi una grande opportunità da sfruttare per le aziende
Kelkoo ha commissionato una ricerca dalla quale risulta che le vendite in Internet sono salite in Europa del 22% nel 2009 e che quest’anno dovrebbero crescere di un altro 20%.
La recessione, secondo la ricerca, paradossalmente ha contribuito all’aumento del commercio elettronico in quanto ha spinto i consumatori a cercare i prezzi più convenienti proprio nel web. Malgrado la crisi – quindi – l’e-commerce in Europa si è aggiudicato il 4,7% delle vendite al dettaglio. Dalla ricerca emerge che nel 2010, il commercio elettronico dovrebbe crescere del 19,6% a fronte del più modesto +1,4% atteso per le vendite al dettaglio nel loro complesso.
L’e-commerce ha ormai toccato il 9,5% delle vendite in Gran Bretagna, il 6,9% in Germania e il 4,9% in Francia, mentre in Spagna questa percentuale si abbassa all’1% e in Italia addirittura allo 0,8%. In questi ultimi due Paesi, secondo quanto emerge dalla ricerca, mancano sia un sistema di consegna rapido ed efficace sia la cultura della vendita a distanza.
Coccinelle, produzione di borse, scarpe e accessori, realizza il suo e-commerce Coccinelle.com
Nel sito il visitatore scoprire la nuova collezione Primavera-Estate 2010, disponibile in anteprima sull’online store accanto a news, immagini, contenuti video costantemente aggiornati suel mondo Coccinelle: dalle aperture dei nuovi punti vendita agli eventi, sino ai progetti speciali come la Hulanicki Collection e la borsa etica Goodie Bag.
“L’ecommerce ha portato a un profondo e radicale cambiamento delle abitudini dei consumatori, soprattutto nel mondo fashion caratterizzato da un ricambio delle collezioni molto veloce”, commenta Angelo Mazzieri, presidente e a.d. di Coccinelle; “Internet è diventato ormai un canale di vendita complementare a quello retail tradizionale, con un parco utenti in continua crescita. Grazie al nuovo online store intendiamo raggiungere sia nuove tipologie di clienti che fidelizzare quelli esistenti, ampliando ulteriormente la nostra vendita a livello globale grazie alla distribuzione in 28 Paesi”.
In occasione del lancio dell’online store viene venduta in anteprima online una nuovissima collezione pensata per mamme e bambine, realizzata grazie alla collaborazione con l’illustratrice inglese Karen Wall. Coccinelle offre inoltre, ai primi clienti che effettueranno un acquisto online, una sciarpa brandizzata Coccinelle e la consegna gratuita free shipping standard.
Vado su mapquest http://www.mapquest.com/ e mi trovo un banner con dentro proprio i tre prodotti che stamattina ho cercato su un sito ecommerce… ma proprio quelli!
Come è possibile?
Con questi: http://www.criteo.com/
Da un recente studio del Politecnico di Milano il commercio elettronico in tempi di crisi globale cresce di oltre il 20%, infatti anche nel 2008 si segnala una crescita del 21% delle vendite generate dai siti di commercio elettronico in Italia che si assestano sui 6 miliardi di euro.
L’incidenza sul totale delle vendite al consumo è di poco superiore all’1%. Poco se confrontata con quella media europea (attorno al 7%) o di alcuni paesi come USA e UK (oltre il 10%).
Ma ci sono dei segnali importanti che sembrano preludere ad un forte sviluppo dell’e-commerce anche in Italia:
GLI UTENTI: vi è una crescita nella dimestichezza all’utilizzo della rete nel processo di acquisto. In particolar modo sono molto usati i motori ricerca (95% degli utenti web), i portali specialistici (come Ebay) ed i siti di comparazione prezzi tipo Kellkoo (45%). In tempi di ristrettezze diventa fondamentale la ricerca delle migliori condizioni di acquisto.
LE AZIENDE: il web può rappresentare per molte aziende – soprattutto PMI – un nuovo canale di vendita accessibile per raggiungere nuovi mercati, in Italia ma soprattutto all’estero. Ci sono molte piccole-medie aziende, soprattutto del made-in-Italy che hanno ottimi prodotti ma non hanno distributori o negozi propri. Realizzare un sito ecommerce e promuoverlo online ha dei costi oggi accessibili.
In Italia vi è ancora ritrosia da parte delle aziende ad investire in un canale alternativo come l’e-commerce: a volte c’è la paura di cannibalizzare la distribuzione tradizionale, a volte mancano risorse e competenze.
Il rischio della cannibalizzazione tra canali è certamente inferiore ai vantaggi provenienti dalla possibilità di raggiungere il consumatore nei vari momenti della sua vita. Il commercio elettronico va pensato in modo integrato. Il consumatore, infatti, a seconda del momento della giornata e del luogo in cui si trova può scegliere canali differenti. Ma la possibilità di fidelizzarlo al proprio brand in ognuno di questi è un vantaggio competitivo che in Italia pochissimi hanno colto fino ad oggi.
Provate a vedere se possono interessare queste paginette:
Google ufficialmente dice di no, ma come si spiega che questa landing: http://www.cusinato.com/landingsistemajolly/it/ – promossa solo con un Campagna Adwords - abbia Pagerank 2?
Gli unci link presenti sono quelli nostro sito Click Shop, sono sufficienti questi per un PR 2?