L’e-Commerce B2c in Italia calcolato  come il totale delle vendite realizzate da siti italiani, supera  i 5,8 miliardi di euro nel 2009

Il totale  è però la conseguenza di dinamiche molto diverse.

Secondo un’indagine condotta dal politecnico di Mialno oltre il 60% degli operatori ha dichiarato un fatturato in crescita nel 2009 e in due casi su tre con tassi superiori al 20%.

A livello di macro-aree, le vendite dei principali settori:

  • Informatica ed elettronica , Editoria, musica ed audiovisivi, Abbigliamento, Grocery – aumenteranno del 17%circa superando gli 1,1 miliardi di euro,
  • i “servizi” – Turismo e Assicurazioni – chiuderanno il 2009 a circa 3,5 miliardi di euro, in calo del 2%, essenzialmente a causa di una riduzione del 3% del fatturato nel Turismo.

sia per i prodotti che per i servizi è positivo  l’andamento del numero di ordini che cresce del 20 e del 10% circa rispettivamente.

I dati sulla dinamica dell’eCommerce all’estero – a onor del vero un po’ contrastanti a seconda della fonte – evidenziano come il rallentamento nella crescita sia sostanzialmente generalizzato nei mercati più maturi: in Usa e Uk ci si attende crescita zero o limitata, in Germania e Francia ci si aspetta invece una crescita nell’intorno del 10-15%. Un tasso di crescita più alto per i prodotti rispetto ai servizi sembra invece un fenomeno tipicamente italiano che si spiega nell’ancora basso valore assoluto della vendita via Internet di prodotti nel nostro Paese.

La sostanziale stabilità del fatturato complessivo è in realtà l’esito di due fenomeni contrastanti, la crescita nel numero di ordini (+13%) – e quindi di atti di vendita online – e la contestuale riduzione del valore medio dello scontrino (-10%). Escludendo la quota di ordini relativi alla categoria “Altro” (in quanto comprensiva di una pletora di comparti e microcomparti per i quali i dati sul numero di ordini e sul valore medio sono di difficile interpretazione) nel 2009 verranno evasi oltre 21 milioni di ordini, il 13% in più rispetto al 2008. L’incremento è significativo in tutti i principali comparti, anche se vi sono sostanziali differenze – si va dal +50% circa fatto registrare dall’Abbigliamento, al +17% dell’Editoria, musica ed audiovisivi, al 10% del Turismo e al 5% nell’Informatica ed elettronica di consumo. Nel complesso questo dato dimostra comunque una crescente propensione ed abitudine da parte del consumatore italiano all’utilizzo del canale online. Si riduce però lo scontrino medio, da circa 240 a 215 euro nel 2009, a dimostrazione di una maggiore attenzione ai prezzi da parte di venditori e acquirenti. La riduzione è assai limitata nei comparti di prodotto (-1%) e molto significativa nel Turismo, da 300 a 250 euro circa.

La spesa media annuale online di un web shopper italiano, non lontana dagli 800 euro, è inferiore del 15% circa alla media europea (940 euro), anche se molto al di sotto del valore registrato in Uk (1350 euro). I web shopper in Italia, 8 milioni circa pari al 19% degli internet user, sono ancora in numero molto contenuto se paragonati a quelli di Francia (19 milioni pari al 54% degli internet user), Uk (28 milioni pari a oltre il 70% di internet user) e Germania (33 milioni pari a poco più del 60% degli internet user).